C’era una volta una regina, seduta su una seggiola, immersa nella foresta vicino al castello, durante una giornata di neve. Stava ricucendo un vestito con ago e filo quando si punse un dito: da esso scesero tre gocce di sangue. Vedendo la bellezza riprodotta dal sangue rosso e dalla neve bianca, esclamò: “oh, quanto mi piacerebbe avere una figlia dai capelli neri, le labbra rosse e la carnagione bianca come la neve!”. Poco dopo diede alla luce una bambina, chiamata Biancaneve. Purtroppo però, lei morì giorni dopo. Il padre si risposò con una donna. Era molto bella, ma anche molto cattiva e invidiosa della bellezza di Biancaneve. Ogni giorno chiedeva al suo specchio: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” e, questo, puntualmente le rispondeva “tu, mia bellissima regina”.

Intanto però la ragazza cresceva, e con lei anche la sua bellezza, tanto che fu costretta a vestirsi di stracci e a servire la regina come fosse una serva, ma questo fu tutto inutile, era sempre lei la più bella, affermato anche dallo specchio. La principessina svolgeva tutti i suoi compiti senza mai lamentarsi con qualcuno. Solo un desiderio aveva espresso a delle colombe: voleva trovare un ragazzo che la ami. Le colombe, così, la portarono davanti ad un pozzo magico, in cui doveva esprimere il suo desiderio e, se sentiva l’eco, esso veniva realizzato. Biancaneve lo espresse e, dopo aver sentito l’eco, se ne andò tutta contenta. La regina, che aveva visto e ascoltato tutto, si arrabbiò così tanto che chiamò il suo fidato guardiacaccia e gli ordinò di rapire la principessa, portarla in un bosco e ucciderla. Infine doveva riportarle il suo cuore, per dimostrare che aveva eseguito il suo compito. All’interno della foresta egli non riuscì a portare a fondo l’obiettivo e la intimò di scappare il più lontano possibile. Lui avrebbe ucciso un cerbiatto e preso il suo cuore da dare alla regina.

Biancaneve corse velocemente fino a raggiungere una radura, dove si trovava una graziosa casetta. Dal suo interno, ella potè dedurre che ci vivevano sette bambini senza mamma. C’erano sette piccole sedie, sette piattini sporchi, sette camicine sporche e tante ragnatele e polvere. Dopo aver pulito il tutto, andò nelle camere, in cui trovò scritto su ciascun letto un nome: Dotto, Pisolo, Gongolo, Mammolo, Eolo, Cucciolo e Brontolo. “Che strani nomi!”, pensò Biancaneve. Sfinita dal duro lavoro, si sdraiò in uno di essi e si addormentò. Nel frattempo, i proprietari della casetta, sette nanetti che lavoravano nella miniera d’argento, tornarono a casa. Decisero di tenerla con sè, avvisandola di stare attenta poichè nelle vicinanze abitava una strega cattiva. Per Biancaneve iniziò un periodo sereno e felice insieme ai nani e a contatto della natura. Ma un brutto giorno la regina consultò di nuovo lo specchio, “specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. “Al di là dei sette monti, al di là delle sette valli c’è la casa dei sette nani, in cui vive Biancaneve che è ancora più bella di te” rispose. La regina, infuriata, decise di andare lei stessa ad ucciderla. Prese una mela, la immerse in un calderone pieno di veleno e, trasformandosi in una vecchia mendicante, andò dai nani e dalla principessa.

Biancaneve la fece entrare molto volentieri in casa, offrendole una fetta di torta che aveva preparato. La vecchietta in cambio le diede una mela.  La fanciulla, mordendola, cadde per terra addormentata. Soltanto il bacio del vero amore poteva svegliarla, ma la regina, essendo convinta che i nani, vedendola, l’avrebbero sepolta, non se ne preoccupò.

Al loro ritorno, i sette nanetti piansero molto ma non la seppellirono, volevano averla sempre con loro. La misero in un letto, circondato da del cristallo.

Un giorno, in quel paesino passò un principe, su un cavallo nero. Udì molti voci provenienti dagli abitanti: una bellissima ragazza era chiusa in un letto e non sapevano il motivo. Il ragazzo, sperando che sia la ragazza di cui un bel giorno ne ebbe una visione, andò a vedere. Con suo immenso stupore, era proprio lei! Molto delicatamente sollevò il coperchio di cristallo e sfiorò le labbra della ragazza con le sue, in un dolce e tenero bacio d’addio. Biancanave, però si svegliò e da quel momento vissero tutti felici e contenti!