Volo in altri tempi… Dietro casa vi era un maestoso albero di albicocche. Io, così piccola, lo vedevo ergersi e puntare verso il cielo. Anch’io volevo essere lassù! Grazie alla complicità di una seggiola, iniziò la mia amicizia con Albicocco, per gli amici Albi. Protetta tra i suoi rami, osservavo il mio piccolo mondo attorno…
Quando più grande mi imbattei ne “Il barone rampante” di Italo Calvino, rimasi meravigliata da quest’opera. Troppi ricordi, seppur infantili, mi venivano alla mente. Non posso paragonarmi al Barone, io non passavo da un ramo all’altro percorrendo distanze fisiche e incontrando nuove persone e nuove realtà. Io avevo solo Albicocco, ma da lì con la mia fantasia viaggiavo. Il Barone rampante trascorre tutta la sua intera vita tra gli alberi, una vita piena di avventure, mantenendo sempre però una minima ma invalicabile distanza dai suoi simili.

Sono molto legata a questo libro, nel mio piccolo consiglio a chi non l’avesse letto di provare a leggerlo.

Mi permetto alcune citazioni:
“Le imprese che si basano su uan tenacia interiore devono essere mute e oscure;per poco uno le dichiari o se ne glori, tutto appare fatuo, senza senso o addirittura meschino”.
“La pazzia è una forza della natura, nel male o nel bene, la minchioneria è una debolezza della natura, senza contropartita”.
“Le associazioni rendono l’uomo più forte e mettano in risalto le doti migliori delle singole persone e, danno la gioia che raramente s’ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c’è onesta e brava e capace per cui vale la pena di volere cose buone (mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di vedere l’altra faccia della gente, quella per cui bisogna sempre tenere la mano alla guardia della spada)”.

Per chi si chiedesse di Albicocco, ora non c’è più… l’hanno tagliato vari anni fa causa malattia…