DiarioAlimentareDiUnDisturbo

Una ciotola per dosare il cibo da concedersi in una giornata: grande al massimo per una fetta di prosciutto, tre fagiolini e uno yogurt. E se il contenuto superava il bordo del recipiente, era una catastrofe. Un cucchiaino per mangiare tutto più lentamente e non finire prima dei genitori: restare a guardarli mentre continuavano a cenare sarebbe stata una tortura per lei, in perenne lotta contro la fame. E poi, le pietanze tagliate in pezzi minuscoli, da sparpagliare e appiattire bene sul piatto, in modo da far sembrare più abbondante quel poco che mandava giù. Tattiche, manie e inganni con cui Justine ha cercato per mesi di nascondere una verità evidente: l’anoressia, che nel giro di tre anni l’ha portata dai 76 ai 40 chili. E a un passo dalla morte. Un tunnel nel quale è caduta per sfidare gli sguardi impietosi e le battute sulla sua taglia forte. Un male che ha attecchito sulla base di piccole ossessioni e insicurezze, normali incomprensioni familiari, e sul desiderio di ribellarsi al ruolo di figlia e studentessa modello. Sui disagi, insomma, di un’adolescente come tante. Justine ha raccontato in un blog le tappe del calvario che ha segnato la sua vita dai 14 ai 17 anni: anoressia, bulimia, dall’illusione di onnipotenza sul proprio corpo al crollo fisico e psicologico, che l’ha costretta al ricovero e all’interruzione degli studi. E il suo diario sul web ha attirato l’attenzione di migliaia di persone, soprattutto giovani, diventando un vero e proprio caso in Francia.

 

Merita.

Nient’altro da aggiungere.

4 commenti su “DiarioAlimentareDiUnDisturbo”

  1. Le ragazze sono vittime del modello di una donna molto magra, longilinea, quasi androgina, Ultimamente però una vera rivoluzione culturale ha invaso le passerelle che preferiscono modelle più burrose, quasi oversize.. La donna mediterranea tipicamente curvilinea conquista il fashion system e inizia a contaminare l’immagine della donna propostaci fino ad ora. Infatti nascono le nuove agenzie “ciao magre”, tutto questo può aiutare a far diminuire il numero di ragazze attratte dalla figura della “donna grissino” e dei disturbi alimentari.

  2. È già da qualche anno che si sente e si legge di queste iniziative, ma di fatto io non ho notato alcun cambiamento; vedo sempre sfilare le stesse aliene con le ossa al vento.

  3. Son soltanto roboanti promesse che non verranno mai mantenute.

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