Archivi categoria: Arte

Elf

Elf – Un elfo di nome Buddy è un film commedia diretto da Jon Favreau con protagonista Will Ferrell.

Buddy è un orfanello che accidentalmente si ritrova dentro ad un sacco pieno di giocattoli, appartenente a Babbo Natale. Egli decide di tenerlo con sè, al Polo Nordo, affidandolo a papà Elfo.

Il tempo passa allegramente finché, al compimento dei trent’anni di Buddy, papà Elfo si ritrova costretto a dirgli tutta la verità sul suo conto, poiché è troppo alto rispetto agli altri elfi, e iniziava a farsi delle domande. Buddy, allora, prepara le valigie e, tutto eccitato, va a New York, per conoscere il suo vero padre, Walter, capo di una sgangherata casa editrice.

Prima alla Scala con il Don Giovanni di Mozart

Inaugura la stagione teatrale alla Scala di Milano Il Don Giovanni di Mozart, sotto la
regia di Robert Carsen.

Preceduta dall’Inno d’Italia suonato da Barenboin, l’opera ha ricevuto,  alla fine,  11 i minuti di applausi.

Nel palco reale il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme alla moglie
Clio e il premier Mario Monti , in compagnia di sua moglie Elsa, presenti  anche il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, il presidente della Regione Roberto Formigoni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

L’opera è stata bellissima, la scena splendida,  ma che ha ricevuto qualche fischio, l’idea del regista, non ha trovato il consenso unanime.

Ad assistere alla prima numerosi personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport, con look eleganti ma senza eccessi,  qellicce e stole,  gioielli e belle parure, tanti
abiti lunghi, spesso nei toni del beige.

Proteste fuori dal teatro,  un uovo ha raggiunto la macchina della scorta di Monti, da una limousine sono scese alcune persone che hanno srotolato uno striscione con scritto: «Cambia l’orchestra ma la musica è la stessa. I nostri sacrifici mantengono i vostri lussi».

Studenti, lavoratori e pensionati hanno sfilato in corteo, diretti prima in piazza Fontana,  per poi arrivare sotto al Teatro Lirico di Via Larga, chiuso da 13 anni, e hanno messo in scena la loro opera, con performance musicali e teatrali da un palco improvvisato sul cassone di un camion.

Opera Roma “Macbeth” di Giuseppe Verdi: Dirige Muti

Si è aperta, ieri sera, la stagione lirica dell’Opera di Roma, sul palcoscenico Riccardo Muti, a dirigere magistralmente “Macbeth” di Giuseppe Verdi, regia del tedesco Peter Stein. Ospite d’onore il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nel palco Reale sedeva fra la moglie Clio e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, presidente del Teatro dell’Opera.
Presenti molti esponenti del mondo politico. Lo spettacolo inizia trionfalmente con l’Inno d’Italia, ed applausi molto calorosi. Al termine di una maratona musicale di
quasi quattro ore, il pubblico ha tributato a tutti gli artisti un applauso
molto intenso.

Molto apprezzata la protagonista femminile il soprano ucraino Tatiana Serjan (Lady Macbeth) nonché il protagonista, il baritono uruguaiano, Dario Solari. Questo Macbeth segna il primo incontro di Giuseppe Verdi con i personaggi Shakespeare. Composta nel
1847, l’opera venne rivista dal compositore per la prima parigina del 1865, Stein
ha curato anche i costumi e le

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scene, la sua regia è davvero.

Splendida la scena degli orribili diavoli bianchi, che appaiono all’improvviso in mezzo agli alberi scossi dal vento; tre figure che ricordano la pittura visionaria degli
incubi di Heinrich Fussli. La musica di Verdi esalta il personaggio di Macbeth,
tormentato guerriero, spinto dalla moglie assetata di potere ad assassinare il
re Duncan; la Lady Macbeth, che non si ferma davanti ad alcun delitto per
conquistare il trono e, naturalmente, le tre streghe, che pronosticano a
Macbeth che sarà re, fino a quando la foresta di Birnam si metterà a muovere:
un verdetto ambiguo, che si chiarisce solo quando l’esercito dell’erede al trono
legittimo darà l’assalto alle truppe di Macbeth nascondendosi dietro rami
d’albero tagliati.

[Nonciclopedia] Vasco Rossi ha il mal di vivere? Non lo faccia venire anche agli altri…

La Nonciclopedia ha chiuso i battenti (almeno temporaneamente) ed il lucchetto è stato chiuso nientepopodimeno che da Vasco Rossi. Il cantante di Zocca, infatti, sembra aver mal tollerato la pagina satirica sul suo conto ed ha così proceduto tramite i propri avvocati costringendo i gestori del sito alla serrata.

Nonciclopedia è un sito satirico che, facendo il verso a Wikipedia, porta online pagine ironiche sviluppate dall’utenza. Ed è in questo meccanismo che il braccio legale di Vasco Rossi ha scagliato le proprie accuse: dapprima cercando di far rimuovere la pagina, poi temporeggiando e quindi riproponendo le accuse. Il dettaglio sull’accaduto è stato così pubblicato su Nonciclopedia a spiegazione dell’interruzione del servizio:

3 febbraio 2010: l’avvocato manda una mail a Nonciclopedia ed una raccomandata A/R a Wikia, chiedendo di cancellare la pagina poiché gravemente diffamatoria e di fornire i dati degli utenti per procedere alla loro identificazione.

4 febbraio 2010: Nonciclopedia risponde all’avvocato, spiegandogli brevemente cos’è Nonciclopedia, che non è in grado di fornire i dati degli utenti, mostrandosi infine disponibile a eliminare dalla pagina le parti diffamatorie che saranno indicate dallo stesso avvocato, come già successo in passato con altri personaggi che hanno segnalato la loro pagina.

Per tutta risposta, l’avvocato non risponde, nonostante Nonciclopedia conservi la notifica di lettura. Nessuna traccia nemmeno della fantomatica raccomandata spedita in California, al nostro host Wikia, come indicato nella mail dell’avvocato. Così, pensando che si tratti di una finta mail come spesso capita, Nonciclopedia lascia correre, non avendo avuto nessun riscontro della veridicità della comunicazione.

18 agosto 2011: un admin di Nonciclopedia viene convocato dalla polizia postale per spiegare il funzionamento del sito. I poliziotti gli chiedono un autografo. Sul verbale.
La comunità decide di cancellare la pagina di Vasco Rossi in attesa di ulteriori sviluppi, comunicando la nostra decisione all’avvocato e spiegandogli che attendevamo una sua risposta. L’avvocato continua ad ignorarci nonostante la notifica di lettura.

settembre 2011: altri tre admin sono stati convocati dalla polizia postale per spiegare il funzionamento del sito.

A seguito di questi fatti, gli amministratori hanno deciso di chiudere il sito a tempo indeterminato.

Al momento non vi sono dettagli ulteriori. Semplicemente il team della Nonciclopedia ha voluto alleggerire le proprie responsabilità fermando le attività in attesa di riscontri dal processo. Perché questo è l’esito delineato, ancora una volta ironicamente, dagli amministratori del sito: «Probabilmente si terrà un processo, al termine del quale quel brufoloso ragazzino quindicenne che ha scritto la pagina dopo essere stato picchiato dai suoi compagni di classe, adesso dovrà anche pagare gli alimenti al nullatenente Vasco Rossi».

Infine uno scherno ultimo e definitivo: una pagina su cui lasciar traccia dei propri commenti in “ringraziamento” di Vasco Rossi. Il quale ne uscirà probabilmente con una scheda in meno sulla Nonciclopedia, ma con l’immagine sicuramente non arricchita da questa parentesi legale che nella satira ha visto alcune deviazioni che vanno addirittura oltre la “vita spericolata”.

Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a questo meraviglioso e speciale sito, ma ancora di più ringraziamo tutti i nostri lettori per averci dedicato anche un solo minuto.

Tratto da: WebNews.it

Cappuccetto Rosso Sangue

Cappuccetto Rosso Sangue è un film creato dalla regista Catherine Hardwicke.

Valerie è una ragazza del posto innamorata segretamente di un ragazzo, chiamato Peter. Il loro amore viene però ostacolato dalla decisione dei genitori di darla in sposa ad un ragazzo, Henry, i cui genitori sono benestanti.

Peter e Valerie decidono di fuggire insieme ma sono costretti a rinunciare a causa di un terribile evento: la morte della sorella di Valerie.

C’è anche un altro problema che incombe su questo paesino: il lupo mannaro. La popolazione era riuscita a tenerlo calmo con donazioni di cibo fino a che esso decise di nutrirsi di carne umana.

Questo film, come indica il titolo, è una ripresentazione della favola di Cappuccetto Rosso, solo con alcune modifiche sui personaggi. E’ un film emozionante e coinvolgente. Purtroppo, essendo già uscito al cinema da un po’, consiglio a chi non lo ha mai visto di comprarsi il dvd.

Gaudì: l’arte e la follia

“Se vai a Barcelona devi vedere le creazioni di Gaudì”, questa frase mi echeggiava all’orecchio e nel primo pomeriggio di una splendida giornata, insieme ad una guida, mi ritrovo davanti ad una Cadillac con una strana scultura sopra. Il mio primo impulso è quello di cercare l’uscita!

La guida si accorge di avere un visitatore poco incline all’arte e più propenso alla movida, allo shopping e alle spiagge della Catalogna, inizia a parlarmi a bassa voce della vita di questo folle artista. Mi sento trascinata nel racconto che traspare dai primi quadri, affascinata dal surrealismo che finalmente riesco a distinguere. Poi la guida tace, aspetta che osservatore ed l’artista entrino in contatto senza interlocutori. E’ l’arte adesso che mi

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guida.

“Il grande libro, sempre aperto e che dobbiamo sforzarci di leggere, è quello della Natura”.

Banksy: l’artista misterioso

Bansky è uno dei maggiori esponenti della Guerrilla Art, forma artistica nata tra Los Angeles e New York che mira alla riconversione dello spazio pubblico e dove l’opera e l’ambiente in cui questa è posta costituiscono un tutt’uno indivisibile.
Le opere di Banksy sono spesso a sfondo satirico e hanno come temi principali la politica, l’etica e la cultura.
Sebbene le opere di Banksy siano quotate milioni di dollari, egli preferisce rimanere anonimo e confondersi con la gente comune.
I suoi stencil hanno cominciato ad apparire alla fine degli anni 80 a Bristol e successivamente nelle maggiori capitali europee.
Banksy ha raggiunto la notorietà anche grazie alla sua abilità nell’entrare nei maggiori musei del mondo per appendere delle sue opere, in perfetto stile settecentesco, ma con l’aggiunta di particolari anacronistici, tra gli altri dipinti già presenti.
Passeggiando per Londra è possibile vedere vari stencil di topi, i famosi rat, scelti dall’autore in quanto odiati, cacciati e perseguitati, eppure capaci di mettere in ginocchio intere civiltà.
Uno dei suoi più famosi murales, quello con gli attori di Pulp Fiction che stringono banane anziché pistole, è stato recentemente rimosso: il suo valore stimato si aggirava intorno ai 400 mila euro.
La sigla della puntata dei Simpson andata in onda il 10 ottobre 2010 è stata creata da Banksy; essa mostra provocatoriamente immagini di sfruttamento della manodopera minorile e violenza sugli animali.
Nel 2005 ha realizzato dei murales, che sembrano dei veri e propri squarci nel muro, sulla barriera che separa la Palestina da Israele. A chi gli ha fatto notare che è illegale adornare un muro alla sua maniera, soprattutto in una situazione delicata come in quella terra di conflitti, ha risposto: “Qui è il muro stesso a essere costruito illegalmente, come ha stabilito la Corte Internazionale di Giustizia”.
L’anno scorso ha presentato al Sundance Festival il suo primo film: “Exit Through the Gift Shop”. Il lungometraggio racconta la vita dell’artista facendo emergere forti critiche nei confronti dell’establishment artistico e del consumismo che ne deriva.

Nel 2006, Banksy ha fatto circolare per 48 negozi inglesi delle copie parodia dell’album “Paris” di Paris Hilton, modificandone il titolo, la musica e le immagini. Ecco il video!

Banksy vs Paris Hilton

Alcune opere di Banksy:
Opere

[Musica]Top 500 Songs – Rolling Stone Magazine

Di recente l’autorevole rivista sulla musica Rolling Stone  ha stilato una classifica speciale, le 500 migliori canzoni di tutti i tempi. Per tenere bene in mente quali siano i pezzi più importanti degli ultimi 50 anni.

La lista è stata curata da Jay-Z  “Una canzone, quando è grande, non deve dimostrare di esserlo. Semplicemente lo è”La classifica è stata stilata in maniera scientifica: Rolling Stone USA ha chiesto infatti ad un super panel di 162 fra artisti, produttori, executive dello showbiz musicale e giornalisti di scegliere le migliori canzoni di tutti i tempi.

Vi elenco i primi 100 classificati:

1. Like a Rolling Stone, Bob dylan
2. (I Can’t Get No) Satisfaction, The Rolling Stones
3. Imagine, John lennon
4. What’s Going On, Marvin Gaye
5. Respect, Aretha franklin
6. Good Vibrations, The Beach Boys
7. Johnny B. Goode, Chuck berry
8. Hey Jude, The beatles
9. Smells Like Teen Spirit, Nirvana
10. What’d I Say, Ray charles
11. My Generation, The who
12. A Change Is Gonna Come, Sam Cooke
13. Yesterday, The beatles
14. Blowin’ in the Wind, Bob dylan
15. London?Calling, The clash
16. I Want to Hold Your Hand, The beatles
17. Purple Haze, Jimi hendrix
18. Maybellene, Chuck berry
19. Hound Dog, Elvis presley
20. Let It Be, The beatles
21. Born to Run, Bruce springsteen
22. Be My Baby, The Ronettes
23. In My Life, The beatles
24. People Get Ready, The Impressions
25. God Only Knows, The Beach Boys
26. (Sittin’ on) the Dock of the Bay, Otis Redding
27. Layla, Derek and the Dominos
28. A Day in the Life, The beatles
29. Help!, The beatles
30. I Walk The Line, Johnny cash
31. Stairway to Heaven, Led zeppelin
32. Sympathy for the Devil, The Rolling Stones
33. River Deep – Mountain High, Ike and Tina Turner
34. You’ve Lost That Lovin’ Feelin’, The Righteous Brothers
35. Light My Fire, The doors
36. One, U2
37. No Woman, No Cry, Bob Marley e The Wailers
38. Gimme Shelter, The Rolling Stones
39. That’ll Be the Day, Buddy Holly and The Crickets
40. Dancing in the Street, Martha and The Vandellas
41. The Weight, The Band
42. Waterloo Sunset, The Kinks
43. Tutti-Frutti, Little Richard
44. Georgia on My Mind, Ray charles
45. Heartbreak Hotel, Elvis presley
46. Heroes, David bowie
47. All Along the Watchtower, Jimi hendrix
48. Bridge over Troubled Water, Simon and Garfunkel
49. Hotel California, The eagles
50. The Tracks of My Tears, Smokey Robinson and the Miracles
51. The Message, Grandmaster Flash and the Furious Five
52. When Doves Cry, Prince
53. When a Man Loves a Woman, Percy Sledge
54. Louie Louie, The Kingsmen
55. Long Tall Sally, Little Richard
56. Anarchy in the U.K., Sex pistols
57. Whiter Shade of Pale, Procol Harum
58. Billie Jean, Michael jackson
59. The Times They Are A-Changin’, Bob dylan
60. Let’s Stay Together, Al Green
61. Whole Lotta Shakin’ Going On, Jerry Lee Lewis
62. Bo Diddley, Bo Diddley
63. For What It’s Worth, Buffalo springfield
64. She Loves You, The beatles
65. Sunshine of Your, Love Cream
66. Redemption Song, Bob Marley and The Wailers
67. Jailhouse Rock, Elvis presley
68. Tangled up in Blue, Bob dylan
69. Crying, Roy orbison
70. Walk on By, Dionne Warwick
71. Papa’s Got a Brand New Bag, James Brown
72. California Girls, The Beach Boys
73. Superstition, Stevie wonder
74. Summertime Blues, Eddie Cochran
75. Whole Lotta Love, Led zeppelin
76. Strawberry Fields Forever, The beatles
77. Mystery Train, Elvis presley
78. I Got You (I Feel Good), James Brown
79. Mr. Tambourine Man, The Byrds
80. You Really Got Me, The Kinks
81. I Heard It Through the Grapevine, Marvin Gaye
82. Blueberry Hill, Fats Domino
83. Norwegian Wood (This Bird Has Flown), The beatles
84. Every Breath You Take, The Police
85. Crazy, Patsy Cline
86. Thunder Road, Bruce springsteen
87. Ring of Fire, Johnny cash
88. My Girl, The temptations
89. California Dreamin’, The Mamas and The Papas
90. In the Still of the Night, The Five Satins
91. Suspicious Minds, Elvis presley
92. Blitzkrieg Bop, Ramones
93. I Still Haven’t Found What I’m Looking For, U2
94. Good Golly, Miss Molly, Little Richard
95. Blue Suede Shoes, Carl Perkins
96. Great Balls of Fire, Jerry Lee Lewis
97. Roll over Beethoven, Chuck berry
98. Love and Happiness, Al Green
99. Fortunate Son, Creedence Clearwater Revival
100. Crazy, Gnarls Barkley

Ditemi cosa ne pensate e se aggiungereste altri artisti , dato che mancano gli artisti italiani, e soprattutto tra questi primi cento leggo Gnarls Barkley, Michael jackson, ma non ci sono i Radiohead, Peral Jam, Ben Harper e molti altri! Certo è una questione di gusto…

Ditemi il vostro parere!

Fonte: rollingstonemagazine.it

Mail Art: quando l’arte arriva per posta.

La Mail Art è una forma artistica sviluppatesi negli anni 60 all’interno del gruppo Fluxus, grazie sopratutto all’artista americano Ray Johnson.
Nel 1962, Ray Johnson, considerato uno dei personaggi chiave della Pop Art, spedì in tutto il mondo per posta le sue opere. Il progetto, chiamato “Add to and return to”, ebbe un grandissimo successo e lo spinse alla creazione della New York Corrispondance School of Art (Scuola d’arte “per corrispondenza”).

L’arte postale è nata come un’arte libera, totalmente al di fuori della logiche e dei condizionamenti del mercato; si sviluppa nell’underground artistico ed ha come valori la democraticità e la non discriminazione perché tutte le opere pervenute partecipano alla mostra finale.
La Mail Art si caratterizza, quindi, per l’invio via posta dell’opera, che può essere una cartolina, un francobollo, una busta, una foto… qualsiasi opera di qualsiasi corrente e tecnica con l’unico limite di avere delle dimensioni “postabili”. L’elaborato inviato è donato perchè rimane a chi ha organizzato il progetto.
La Mail Art è riuscita a collegare artisti assai diversi tra loro, sia per stile che per patrimonio culturale e ideologico, provenienti da tutto il mondo.

Un esempio di Mail Art è il “I got up” realizzato nel 1969 da On Kawama, un noto artista concettuale americano, che consisteva nell’invio quotidiano per quattro mesi di una serie di cartoline postali con indicata l’ora in cui si era svegliato ad amici, critici ed artisti.
Recentemente un altro esempio di progetto di Mail Art è stato realizzato a Vicenza nel 2009 con il tema ” Immagina la pace” con la partecipazione di un centinaio di artisti sia italiani che stranieri.

Lo sviluppo di internet e delle nuove tecnologie ha creato una nuova forma artistica simile alla Mail Art: la E-mail Art, nella quale l’opera consistente in grafiche computerizzate, animazioni, screensavers o scansioni digitali di elaborati “cartacei” viene inviata per mezzo della posta elettronica.

“Mail Art is not fine art – it is the artist who is fine” Hr. Fricker (artista degli anni 90).

Strada e Teatro

Penso che il recitare sia l’azione più affine all’essere umano. Chi di noi non ha mai “finto” qualcosa nella propria vita? Chi non recita una parte in questo mondo di teatranti? Chi non si è mai nascosto dietro una maschera per paura o per vergogna?
Alcuni hanno deciso di fare del teatro un passatempo o, ancora meglio, una professione. Ritengo il teatro di strada come la forma di teatro più pura che esiste, lontana dalle influenze che la scenografia e gli effetti speciali possono dare.
L’artista di strada non sa quale possa essere la reazione del pubblico che sta per incontrare, un pubblico che non si trova in quel luogo per assistere ad una rappresentazione teatrale ed è, quindi, impreparato. L’artista deve essere consapevole delle proprie capacità e deve saper osservare e capire il pubblico.
In Italia l’arte di strada è considerata assai marginalmente, anzi spesso non viene considerata Arte, in altri Stati, invece, ne viene riconosciuta l’importanza.
I maggiori artisti di strada del mondo sono:
– Leo Bassi: apolide, parla 8 lingue correntemente, la sua specialità è l’antipodismo cioè la capacità di far roteare un qualsiasi oggetto con le gambe;
– Jungo Edwards: olandese, attore comico dai mille volti; è stato invitato dalla regina olandese per proporre uno spettacolo in onore del suo compleanno. Senza dire nulla a nessuno, decise di cambiare numero all’ultimo momento e si presentò davanti alla Corte Reale completamente nudo.
– Slava Polunin: russo, trascorre tutta la sua infanzia in mezzo alle foreste, ai campi e ai fiumi ma in poco tempo diventa un artista di fama internazionale. Ha creato lo Snow Show, una perfomance che ancora oggi, dopo quindici anni, viene presentata da sei compagnie teatrali in tutto il mondo. Un’opera che tocca l’anima dello spettatore che non sa se ridere o piangere.

Promo SlavaSnowShow

(N.d.A. L’anno prossimo lo spettacolo sarà ripresentato in Italia)