Inaugura la stagione teatrale alla Scala di Milano Il Don Giovanni di Mozart, sotto la
regia di Robert Carsen.

Preceduta dall’Inno d’Italia suonato da Barenboin, l’opera ha ricevuto,  alla fine,  11 i minuti di applausi.

Nel palco reale il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme alla moglie
Clio e il premier Mario Monti , in compagnia di sua moglie Elsa, presenti  anche il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, il presidente della Regione Roberto Formigoni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

L’opera è stata bellissima, la scena splendida,  ma che ha ricevuto qualche fischio, l’idea del regista, non ha trovato il consenso unanime.

Ad assistere alla prima numerosi personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport, con look eleganti ma senza eccessi,  qellicce e stole,  gioielli e belle parure, tanti
abiti lunghi, spesso nei toni del beige.

Proteste fuori dal teatro,  un uovo ha raggiunto la macchina della scorta di Monti, da una limousine sono scese alcune persone che hanno srotolato uno striscione con scritto: «Cambia l’orchestra ma la musica è la stessa. I nostri sacrifici mantengono i vostri lussi».

Studenti, lavoratori e pensionati hanno sfilato in corteo, diretti prima in piazza Fontana,  per poi arrivare sotto al Teatro Lirico di Via Larga, chiuso da 13 anni, e hanno messo in scena la loro opera, con performance musicali e teatrali da un palco improvvisato sul cassone di un camion.