“Racconto ciò che so per una conoscenza condivisa” N.d.A

Partiamo da un concetto che spesso precede il veganesimo e cioè il vegetarianesimo; tale termine individua  una forma di alimentazione che esclude il consumo di carne e  pesce. Scegliere di essere vegetariani può essere dovuto da questioni di salute, religiose, etiche o filosofiche.

Per veganesimo, invece, si intende l’astensione dal consumo di ogni alimento o prodotto di origine animale, quindi il Vegano (o Vegan) non si nutre di carne, pesce, uova, latte e latticini e miele e non utilizza alcun prodotto che sia realizzato attraverso lo sfruttamento animale.L’appoggio al veganesimo, spesso, è accompagnato dal rifiuto di ogni forma di sperimentazione animale e di allevamento industriale. La cucina vegana utilizza sopratutto alimenti derivati dalla soia, dal seitan (una farina comune altamente proteica ricavato dal glutine del grano tenero o da altri cereali come farro e kamut, che viene utilizzata in maniera simile alla carne) e il tofu (chiamato “formaggio di soia”, viene realizzato facendo cagliare il latte di soia).

L’essere vegano si associa spesso all’essere antispecista. L’antispecismo individua, infatti, una corrente filosofica, culturale e politica che si contrappone allo specismo. Come l’antirazzismo rifiuta qualsiasi discriminazione basata sulla razza e l’antisessismo quella basata sul genere sessuale di appartenenza, così l’antispecismo sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifichi moralmente o eticamente il diritto  di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente. L’antispecismo ritiene che  la specie animale, essendo dotata della capacità di sentire (nel senso di provare dolore e piacere), di interagire con l’esterno, di instaurare rapporti sociali e di manifestare una volontà, debba essere equiparata alla specie umana e quindi rispettata nella sua integrità.

Antispecismo: simbolo di unità tra umani e non umani