Il fenomeno internet è entrato a far parte della nostra vita, ma quello che forse non tutti sanno  è che essere collegati in rete per molto tempo durante la giornata nuoce alla salute. Lo stress da “connessione permanente”, o semipermanente, può essere qualificata a tutti gli effetti come la nuova malattia del Terzo Millennio.

Si chiama sindrome di Hourglass o sindrome della clessidra. Il nome è dovuto alla piccola clessidra che ogni tanto compare quando lavoriamo al computer e che ci costringe ad aspettare che il processo in corso sia terminato. Oggi sembra che non riusciamo proprio a fare a meno della tecnologia e questo provoca stress. In particolare i tempi di attesa davanti al possono provocare una vera e propria sensazione di frustrazione, che dà luogo alla particolare sindrome, di cui molti individui soffrono. I medici hanno soprannominato “sindrome da stress al computer” quella forma d’ansia che aumenta quando la tecnologia ci rema contro con connessioni lente o piccoli guasti. Nell’era dello sviluppo tecnologico e del lavoro su internet, avere a che fare con una connessione  lenta, un computer difettoso e una stampante che stenta a rispondere ai comandi può realmente condurre a una forma di stress. Lo stato continuo di ansia è legato al fatto di dover acquistare nuovi prodotti, scaricare gli aggiornamenti, utilizzare nuove operazioni o sistemi operativi, la minaccia di virus.

Uno studio condotto dal Chief Marketing Officer Board statunitense su 1000 soggetti adulti, il 94% dei quali impegnati tutti i giorni al computer, ha mostrato che circa i due terzi di questi mostravano i sintomi caratteristici della sindrome da stress al computer, caratterizzati da un’ansia generalizzata e da una continua apprensione legata al computer e alla sua risposta immediata ai comandi.

Secondo il medico statunitense Murray Feingold, che per primo ha coniato il termine di “Computer Stress Syndrome” per identificare questo disturbo, il computer rappresenta una vera e propria arma a doppio taglio della nostra era, una sorta di “padre padrone” dei nostri tempi e delle nostre potenzialità, nonché della nostra salute.

Si tratta di un processo che a lungo andare finisce con il determinare stanchezza eccessiva con gravi conseguenze per il nostro benessere. Il rimedio più adatto, per gestire una situazione di questo genere, potrebbe essere quello di effettuare di tanto in tanto delle pause, per ritrovare le energie necessarie a gestire la fatica.