I “ragazzi del muretto” oramai sono una razza in via di estinzione, perché gli adolescenti di oggi si incontrano comodamente seduti davanti ad un monitor, ognuno a casa propria.
Le amicizie nate sui banchi di scuola si rafforzano oggi con milioni di sms, fiumi di parole abbreviate ed emoticons. Ne nascono poi di nuove, virtuali ed improbabili, con sconosciuti interlocutori che non avranno quasi mai l’occasione di poter incontrare perché spesso le distanze sono incolmabili. Attraverso la rete si scambiano immagini, codici comportamentali e segreti. Il diario non è passato di moda ha solo cambiato nome, ed è ancora il fedele compagno degli adolescenti, solo che a differenza di quando noi avevamo la
loro età, i pensieri non vengono più annotati sulla carta, bensì sui blog e i social network. Il bisogno di avere un mondo segreto è il primo segno di crescita, ed è così che il web diventa un luogo speciale, dove rifugiarsi sfuggendo al controllo degli adulti.

Alcune ricerche specifiche sul comportamento degli adolescenti segnalano una diffusione ancora maggiore del PC e di internet.

Tra i fattori che maggiormente conferiscono ad internet una straordinaria capacità seduttiva ci sono il senso di onnipotenza e di libertà che la navigazione nel web produce. Si può diventare internet dipendenti, affascinati dal mero piacere di navigare senza vincoli e senza una meta precisa, o trascinati dalla voglia di acquisire sempre più informazioni e notizie relative a un proprio interesse, sia esso la filatelia, un cantante, un campione sportivo. Ma i contesti che maggiormente rischiano di far scivolare verso la dipendenza sono quelli nei quali si attivano processi di interazione e comunicazione con altri individui: prima tra tutti, i mod e le chat line. Se però i mod (vere e proprie comunità virtuali nelle quali si entra a far parte costruendosi un personaggi presenti) non hanno avuto, in Italia, una grande diffusione, le chat line ospitano ogni giorno centinaia di migliaia di utenti, molti dei quali adolescenti. Ma vediamo quali sono le peculiarità delle chat line che possono far derivare, da un utilizzo eccessivo, vere e proprie forme di dipendenza. La comunicazione via chat è una comunicazione fortemente deduttiva e ciò vale sia per gli adulti che per gli adolescenti, perché soddisfa alcuni bisogni largamente diffusi nella società attuale.

Protetti dall’anonimato (finché si desidera farlo) e rassicurati dal non essere”fisicamente esposti” la chat facilita la confidenza e dà l’opportunità di parlare di sé con molta più libertà di quanto non avvenga nei rapporti interpersonali. Inoltre, mentre un rapporto interpersonale impone la difficile necessità di un confronto e di un reciproco adattamento alle esigenze e alle peculiarità dell’”altro”, né si inventare o concludere un rapporto a proprio esclusivo piacimento, in chat si è liberi di “scomparire”, all’improvviso e per sempre , al primo contrasto. Il serbatoio tendenzialmente infinito di potenziali interlocutori che la chat garantisce consente di creare rapporti “usa e getta”, buoni fin tanto che chi sta dall’altra parte del monitor è in grado di soddisfare le proprie esigenze e aspettative.

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