Alla ricerca di espressioni pittoriche che affrontassero le problematiche del mondo moderno, gli artisti si allontanano dalla figurazione per dare forza al segno gestuale e al colore. Un esponente molto rilevante della pittura del dopoguerra è Hans Hartung, in T.1956-11 si esprime una gestualità contenuta e mediata, dunque distante dall’automatismo surrealista. Essa trova adeguata rispondenza in un colore deciso, che delimita uno spazio concepito come luogo evocativo della spiritualità: le forme che ne scaturiscono alludono al mondo naturale solo per accidente, essendo anzitutto manifestazione di una grazia interiore. Solo su questa base, per Hartung, si può conoscere e quindi “agire”.

Sarà, ma io non vedo nessuna grazia, tanto meno interiore.